
L'Annegamento
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Qualcosa li sta uccidendo. E non ha ancora finito. La cittadina di Shadow Bay non era nota, finché non hanno iniziato a spuntare i cadaveri. Darius Shaw, una guardia di sicurezza del turno di notte, si imbatte in due corpi che galleggiano nella piscina del centro ricreativo locale. Ma quando chiama il 911, l'operatrice è già sommersa di chiamate: ci sono vittime di annegamento in tutta la città. In poche ore, più di una dozzina di persone sono morte. Tirate fuori dalle piscine. Trascinate fuori dalle vasche da bagno. Recuperate dal lago. Tutte presentano gli stessi segni di violenza... qualcosa di innaturale: segni di morsi, lividi, traumi che l'acqua non dovrebbe causare. Mentre il panico attanaglia la città, Darius scopre un diario lasciato da una delle vittime, pieno di dettagli inquietanti che collegano le morti recenti a un caso irrisolto sepolto dieci anni prima. Poi le persone iniziano a gettarsi in acqua di loro spontanea volontà. In un gesto disperato, il capo della polizia chiama l'FBI, che immediatamente sigilla Shadow Bay. Nessuno può entrare. Nessuno può uscire. Eppure i corpi continuano ad arrivare. Con il tempo che sta per scadere e le risposte che scarseggiano, Darius deve scoprire la verità nascosta prima che tutta la città venga sommersa. Benvenuti a Shadow Bay. Dove per annegare non serve l'acqua. L'annegamento è uno sguardo folle sulla città di Shadow Bay nell'arco di ventiquattro ore, quando l'inferno è venuto a farle visita.
PUBLISHER: TEKTIME
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Capitolo 1
Darius Shaw vide i titoli dei giornali e decise di voler diventare più che mai un poliziotto.
Qualcuno stava uccidendo le loro donne, beh, due fino a quel momento. Il notiziario non aveva ancora divulgato come fosse morta, ma Darius aveva già tratto le sue conclusioni. Forse era stata strangolata, come Angela Booth, assassinata qualche mese prima, il cui corpo era stato ritrovato in un cespuglio vicino al lago Charming, a est di Shadow Bay. A ovest, il lago Perch ora svelava il secondo cadavere in sei mesi. E, per quanto potesse sembrare un cliché, era stato un jogger a trovarlo.
Darius parcheggiò al solito posto, accanto al furgone del custode, sul lato dell'edificio dello Shadow Bay Recreation Center. Cercò il suo cellulare Sonim nel taschino del giubbotto, ma gli cadde sulla console, dove urtò la tazza di caffè, rovesciandone un po'.
«Merda.» Prese un tovagliolo del Finn's Diner dal vano portaoggetti della Prius e pulì, poi si chinò per prendere il Sonim dal lato passeggero.
Digitò il codice del centro ricreativo, premette il pulsante per iniziare il giro e il telefono si spense.
«Ma che cavolo?»
Il telefono si era riavviato da solo per gran parte della notte, costringendolo ad aspettare fino a cinque minuti per poter accedere di nuovo a TrackTik, il sistema di cui aveva bisogno per svolgere il suo lavoro di guardia di sicurezza.
A volte il lavoro era uno schifo. Ma quale lavoro non lo era? E lui ne aveva bisogno se un giorno voleva diventare un agente di polizia.
Il display sul telefono si illuminò. Controllò l'orologio sul cruscotto. Era ancora in orario. A Shadow Bay vi erano due unità mobili che lavoravano tutta la notte e un'unità nobile durante il giorno. Darius era l'unità otto o, come la chiamava la centrale, M8, che suonava come 'mate', il soprannome del suo turno. M8 era anche il lavoro che gli avrebbe permesso di diventare supervisore, cosa che Darius voleva aggiungere al proprio curriculum, ma, poiché la Safeguard Surveillance Security aveva solo quattro dipendenti locali, non era sicuro che potesse fare carriera. Era un ufficio satellite della sede centrale che si trovava a New York, così come il suo capo. Diventare supervisore avrebbe significato trasferirsi, e Darius non voleva lasciare Shadow Bay, perché un giorno voleva diventare capo della polizia.
Si registrò per il giro del centro ricreativo e vide il pulsante "Forty Tokens". All'esterno dell'edificio, c'erano dei piccoli token circolari su tutte le porte che portavano allo Shadow Bay Recreation Center. Doveva toccare ognuno di essi con il Sonim per dimostrare di essere lì, inviando così un rapporto al cliente, in questo caso la città di Shadow Bay.
Dopo essere sceso dal veicolo, chiuse le portiere e si diresse all'interno. Tim Skylar, il capo custode, era nella sala mensa e stava dando istruzioni al suo unico collaboratore sui compiti da svolgere durante la notte.
«Ehi, ragazzi,» disse Darius passando davanti alla porta aperta.
Un paio di 'ehi' uscì dalla stanza mentre Darius si dirigeva verso gli spogliatoi vicino alla piscina. Erano passati sei mesi da quando la SS Security aveva firmato il contratto con il centro ricreativo. Era bastato che un paio di persone fosse andate in overdose negli spogliatoi e il comune aveva chiamato le guardie locali per la sicurezza - o agenti di sicurezza, come li chiamava la sede centrale - per sgomberare l'edificio alla chiusura, in modo che il personale addetto alle pulizie non fosse esposto ad alcun tipo di pericolo.
«M7 a M8,» gracchiò la sua radio.
Darius entrò nello spogliatoio maschile che conduceva alla piscina, tirando fuori la radio.
«Qui M8.»
«Hai già sgomberato il centro ricreativo?»
«Negativo. Ho appena iniziato le procedure di chiusura.»
«10-4. Caffè all'una? Di nuovo da Finn's?»
«Ricevuto. Ci sarò.»
«Ricevuto.»
Rimise il telefono nel giubbotto e controllò le docce. Dopo aver chiuso la porta, si recò nella sala fitness, diede un'occhiata alla piscina e poi andò nello spogliatoio delle donne. Il centro ricreativo era chiuso per la notte. Tutti dovevano andarsene entro le 22:00.
Bussò alla porta dello spogliatoio, poi la aprì un po'. «Sicurezza,» gridò attraverso la fessura. «C'è qualcuno?»
Non ricevendo risposta, entrò e perlustrò la zona per assicurarsi che non ci fosse nessuno svenuto, con la bava alla bocca. Scosse la testa al pensiero che gli oppioidi fossero arrivati anche a Shadow Bay. Com'era possibile? La piccola Shadow Bay era una località turistica, un luogo in cui andare a rilassarsi, non a sballarsi o a drogarsi.
Eppure, la gente veniva dalla città per farsi.
Poco dopo, uscì dalla stanza, chiuse la porta a chiave e si diresse verso l'ingresso principale per assicurarsi che le porte fossero ben chiuse. Poi si fermò alla mensa.
«Ehi, Sky,» disse. «Dov'è Donovan?»
Tim alzò lo sguardo dal portatile. «L'ho mandato a prendere un caffè prima di iniziare il turno di notte.»
«Sarà una serata tranquilla?» gli chiese Darius entrando e sedendosi di fronte a lui. Il suo nome era Tim Skylar, ma tutti lo chiamavano semplicemente Sky.
«Sì, è lunedì. Molti campeggiatori e turisti del fine settimana se ne sono andati. Il lunedì non è poi così male. E con gran parte della città alla fiera della contea, qui è tutto tranquillo.»
«A cosa stavi lavorando?» Darius indicò il computer.
«Stavo solo rileggendo qualcosa che ho scritto la settimana scorsa.»
Darius si appoggiò allo schienale, facendo scricchiolare la sedia sotto i suoi novanta chili. «Uno di questi giorni dovrai farmi leggere qualcosa di tuo.»
Sky sorrise. «Oh, lo farò.»
«Hai parlato con tuo fratello?»
Il sorriso svanì. «No, è uno stronzo.»
Darius si mise seduto e appoggiò le braccia sul tavolo. «Di che tipo?»
Sky aggrottò la fronte, poi chiuse il portatile. «Che vuoi dire, 'di che tipo'? È uno stronzo e basta.»
«Perché picchia la sua ragazza?»
«Lo sai?» gli chiese Sky.
«Lo sanno tutti, amico. Dai, abbiamo visto i lividi. Sai cosa deve sopportare Lisa con lui.» Darius scosse la testa. «Non capisco cosa ci trovi in lui. E lei ha anche un figlio. che si chiama.»
«Michael.»
«Giusto, Michael. Ti dico una cosa. Se John se la prende con Michael e i suoi insegnanti se ne accorgono, lui verrà arrestato. Il capo della polizia lo arresterà non appena Lisa dirà di voler sporgere denuncia.»
«Già, ma è proprio questo il problema. Lisa non lo farà mai.»
Darius studiò Sky per un istante, notando la preoccupazione increspargli la fronte.
«Scusa, amico, forse dovrei stare più attento quando parlo di tuo fratello. Sai com'è, roba di famiglia. Non sono affari miei.»
«Va bene. È solo che oggi non ho dormito bene e ora il capo ha detto che la prossima settimana vuole venire da Albany per conoscere Donovan, il nuovo arrivato.»
«Conoscerlo? Perché?»
«Per vedere se c'è bisogno di due persone per il turno di notte.»
«Certo che sì. Come pensano che tu possa pulire da solo tutti i pavimenti e la zona della piscina?»
«Prima lo facevo da solo. Ma era in inverno, quando non eravamo così impegnati.»
«C'è qualche lavoro in questa città che valga la pena fare?» Il tono di Darius mostrava il suo disgusto. Shadow Bay non era il posto dove lui pensava di trascorrere il resto della propria vita, ma per qualche motivo non poteva andarsene. Forse era per quel lavoro di capo della polizia che voleva.
Sky scosse la testa. «Non proprio.»
«Hanno trovato un altro cadavere,» disse Darius dopo un minuto.
«L'ho visto.»
«È spaventoso.»
Si guardarono. «Pensi che sia qualcuno del posto?» gli chiese Sky.
Darius scrollò le spalle. «Forse. Probabilmente sì. Voglio dire, qualcuno viene qua in macchina, uccide una ragazza, scarica il suo corpo e poi ritorna a casa? È un grande impegno. Si potrebbe dire un impegno da killer.»
«Mi fa un po' paura.»
«Tu hai paura?» Darius finse di essersi offeso. «Cazzo, amico, io devo andare in giro da solo, al buio, per tutta la notte.»
«Chiunque sia non uccide gli uomini. Penso che tu sia al sicuro.»
«No, se trovassi un cadavere. Dovrei conviverci per il resto della mia vita.»
Sky aggrottò la fronte. «Non hai detto che volevi diventare un poliziotto?»
«Sì, un poliziotto. Non un medico legale.»
«Ma i poliziotti hanno sempre a che fare con i cadaveri.»
«Quelli della omicidi.»
«Non in una piccola città come questa. Il capo Martin si occupa di tutto.»
«Vedi, questo conferma proprio ciò che penso. A Shadow Bay non c'è un lavoro che non faccia schifo.» Controllò l'orologio. «Senti, devo andare. Prima di andarmene devo ancora fare il giro dell'esterno dell'edificio e poi devo andare al Bay Motel per il turno delle 23:00.»
«Tutto a posto dentro?» gli chiese Sky, con un cenno della testa verso la porta. «Non c'è nessuno in giro? È tutto a posto?»
Darius annuì. «Non c'è nessuno, come sempre.»
«Tranne quella volta.»
«Sì, ma allora io non c'ero.»
«Vero, ed è per questo che ora sei qui.»
Darius sorrise, sapendo bene perché indossava un'uniforme della SS Security - comunque chi aveva scelto un nome del genere? - e perché stava pattugliando il centro ricreativo cittadino. Era lì prima di...
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